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I cimiteri storico-monumentali
ITALIA

Vieni, c’è una tomba nel bosco

A pochi chilometri da Biella c’è il santuario della Madonna Nera di Oropa , uno dei centri di devozione mariana più moti in Italia: in media è visitato da un milione di pellegrini l’anno.
Ad attirare così tanta gente ci sono anche il vicino Sacro Monte con le sue cappelle con gruppi statuari dedicati alla vita della Vergine (nel 2003 è stato inserito nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco ), un orto botanico dedicato alle specie alpine e la possibilità di numerose escursioni estive e invernali sulle Prealpi Biellesi.
Tra le peculiarità del sito, però, ce n’è anche una meno nota al grande pubblico: a poche centinaia di metri dal santuario c’è anche un cimitero monumentale ricco di opere d’arte e di curiosità.

Vieni, c’è una tomba nel bosco
Visione d'insieme del cimitero monumentale di Oropa

Venne ultimato e benedetto nel 1877, con un disegno a emiciclo, per accogliere le antiche sepolture in passato effettuate nei pressi del santuario e quelle che sarebbero avvenute in seguito. Nal 1888 iniziarono le costruzioni di quello che fu poi definito cimitero superiore o cimitero bosco : ne fanno parte una quarantina di cappelle, molto diverse tra loro per tipologia architettonica.
La prima cappella monumentale era peraltro già stata eretta nel 1884, per accogliere il ministro delle finanze Quintino Sella e la sua famiglia: nella forma richiama la piramide di Caio Cestio a Roma.

Vieni, c’è una tomba nel bosco
Le cappelle funerarie sono nascoste tra gli alberi

Dall’inaugurazione a oggi, le sepolture che il cimitero ha ospitato sono circa 2500. Molte le personalità: tra esse tre vescovi fra cui monsignor Giovanni Pietro Losana (il più famoso e benemerito fra coloro che ressero la diocesi di Biella), imprenditori (da Oreste Rivetti a Riccardo Gualino ), uomini politici, militari (come la Medaglia d’Oro Costantino Crosa), artisti (come il grande fotografo ed esploratore Vittorio Sella ), scienziati e nobili biellesi.

Vieni, c’è una tomba nel bosco
Il cimitero è ricco di opere d'artisti famosi

Fra le notevoli opere di scultura si segnalano in primo luogo quelle del casalese Leonardo Bistolfi , capofila del Simbolismo italiano, e del lombardo Odoardo Tabacchi, successore di Vincenzo Vela come insegnante di scultura dell’Accademia Albertina di Torino. I torinesi Edoardo Rubino con la tomba Maggia e Cesare Biscarra con la tomba Bona hanno lasciato nella piccola Staglieno due fra i loro massimi capolavori. Ma per il cimitero di Oropa lavorarono scultori di tutta Italia, come il ligure Emanuele Burlando, i lombardi Romeo Rota e Stefano Argenti, il toscano Sergio Vatteroni, il pugliese Donato Gramegna, il veneziano Giuseppe Nori, il siciliano Carmelo. Numerose, naturalmente, le opere di artisti piemontesi: in aggiunta a quello già citati anche Corrado Betta, Celestino Fumagalli, Emilio Musso e Giuseppe Sartorio, e dei maggiori scultori biellesi.
A chi visita il cimitero avendo un po’ di tempo a disposizione è da suggerire anche la lettura delle epigrafi, che tratteggiano i meriti dei defunti. Citiamo come esempio quella del politico Pietro Paolo Trompeo : “Educato alle virtù d’illustri antenati sentì e pensò nobilmente. Ebbe cuore tenerissimo pe’ suoi. Di principi schiettamente liberali rappresentò per oltre vent’anni con retta coscienza e intelletto d’amore il collegio politico di Biella, lasciando molto rimpianto di sé e di affetti e consigli grato ricordo”.A pochi chilometri da Biella c’è il santuario della Madonna Nera di Oropa , uno dei centri di devozione mariana più moti in Italia: in media è visitato da un milione di pellegrini l’anno.
Ad attirare così tanta gente ci sono anche il vicino Sacro Monte con le sue cappelle con gruppi statuari dedicati alla vita della Vergine (nel 2003 è stato inserito nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco ), un orto botanico dedicato alle specie alpine e la possibilità di numerose escursioni estive e invernali sulle Prealpi Biellesi.
Tra le peculiarità del sito, però, ce n’è anche una meno nota al grande pubblico: a poche centinaia di metri dal santuario c’è anche un cimitero monumentale ricco di opere d’arte e di curiosità.