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Le lapidi...col sorriso

Quasi sempre sono le lacrime, a scolpire il marmo delle lapidi cimiteriali . Ma come ogni regola anche in questo caso non mancano le eccezioni : lapidi che, nella forma oppure per le scritte che riportano trasmettono ironia e gioia di vivere .

Grandi personaggi , in ogni settore, hanno infatti voluto eternare sulla loro tomba una frase capace di suscitare un sorriso e, insieme a esso, ispirare riflessioni sul senso della vita .

Al suo epitaffio l'attore Aldo Fabrizi (1905-1990), noto anche come appassionato di cucina, dedicò addirittura un sonetto, "Er mortorio". Merita citarlo per intero:

Appresso ar mio num vojo visi affritti,
e pe' fa' ride pure a 'st'occasione
farò un mortorio con consumazione...
in modo che chi venga n'approfitti.
Pe' incenso, vojo odore de soffritti,
'gni cannela dev'esse un cannellone,
li nastri - sfoje all'ovo e le corone
fatte de fiori de cocuzza fritti.
Li cuscini timballi de lasagne,
da offrì ar momento de la sepportura
a tutti quelli che "sapranno" piagne.
E su la tomba mia, tutta la gente
ce leggerà 'sta sola dicitura:
"Tolto da questo mondo troppo al dente".

E' di marmo bianco la tomba del cantantore e poeta Franco Califano (1938-2013), al cimitero di Ardea. Sulla lapide, nella calligrafia del Califfo , c'è questa scritta: "Non escludo il ritorno", titolo della canzone con la quale partecipò al Festival di Sanremo 2005.

La lapide del "califfo" Franco Califano

Sono addirittura due le scritte sulla lapide del giornalista e presentatore Gianfranco Funari (1932-2008), al cimitero monumentale di Milano. Volute da Funari stesso, recitano "Ho smesso di fumare" e "Manco da qui taccio".

La lapide di Gianfranco Funari

Era uno straordinario trasformista, Leopoldo Fregoli (1867-1936): per la sua tomba volle perciò un accenno all'arte che l'aveva reso celebre, con la scritta "Qui Fregoli compì la sua ultima trasformazione".

E guarda al futuro col sorriso sulle labbra anche il cantante americano Frank Sinatra (1915-1998): sulla sua lapide c'è scritto "Il meglio deve ancora venire".

Invece lo scrittore Fritiof Nilsson Piraten scelse questa scritta: "Qui si trovano le ceneri di un uomo che aveva la cattiva abitudine di rimandare tutto al giorno dopo, ma migliorò nei suoi ultimi giorni e morì realmente il 31 gennaio 1972".

Anche gli scienziati, a volte, dimostravano ironia al momento di definire il luogo del loro eterno riposo. "Guardare in alto fu lo scopo della mia vita. Posso fare poco altro in questa posizione", volle scritto sulla tomba l'astronomo Jack Horkheimer (1938-2010).

Parole irlandesi sulla lapide di Spike Milligan

Per chiudere, l'epitaffio che volle sulla sua tomba l'attore e scrittore irlandese Spike Milligan (1918-2002). Aveva chiesto che sulla sua lapide comparisse la scritta "Ve l'avevo detto che ero malato", però la diocesi non diede il permesso. Un compromesso venne raggiunto apponendo sulla lapide una traduzione della stessa frase in lingua irlandese, "Dúirt mé leat go raibh mé breoite".