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Un teschio, tanti simboli

Alla scoperta di significati arcani, tra storia e arte

Si vede un teschio e immediatamente si pensa alla morte. Il collegamento è immediato e ineccepibile: in uno scheletro il cranio è la parte che più si associa alla persona, con i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Una persona che ora non c’è più.
In molte rappresentazioni del Crocifisso capita di vedere a terra un cranio, alla base della croce. Il monte Calvario, sul quale Gesù fu immolato, è anche conosciuto come Golgota, cioè “luogo del cranio”. La storia sarebbe lunga da raccontare: riassumendo al massimo, Seth depositò nella bocca del padre Adamo morente un seme che aveva ricevuto dall’angelo guardiano dell’Eden. Il seme germogliò dando vita a un albero, il cui legno subì varie traversie e infine fu usato per la croce e piantato proprio nel luogo dove l’albero era nato.
Ciò chiude un cerchio: il Cristo salvatore redime gli uomini dal peccato, a iniziare proprio dal primo uomo-peccatore. Nella simbologia il teschio alla base della croce non sarebbe dunque un osso qualsiasi, bensì quello di Adamo.

Un teschio, tanti simboli
Il teschio alla base della croce, in un dipinto di Donato de' Bardi (1448)

E’ una leggenda anche quella secondo cui il re dei Longobardi Alboino sconfisse i Gepidi e ne uccise il re Cunimondo. Poi ne sposò la figlia Rosamunda e, nel corso di un banchetto, la obbligò a bere da una coppa ricavata dal cranio del padre e conservata come trofeo. Rosamunda ne fu così sconvolta che spinse il suo amante Elmichi ad assassinare il marito. La storia prosegue raccontando che Elmichi e Rosamunda si sposarono, ma ben presto lei si innamorò del prefetto bizantino di Ravenna, Longino, che aveva accolto gli sposi. Rosamunda servì al marito del vino avvelenato, ma questi se ne accorse in tempo per costringere la donna a bere anche lei il veleno. Così Rosamunda non si sposò per la terza volta.

Un teschio, tanti simboli
Il manifesto di un film sulla tragica storia di Rosmunda

In questa carrellata non può mancare un accenno all’accoppiata teschio e tibie, nota anche come Jolly Roger: la bandiera nera dei pirati, che veniva issata poco prima di un abbordaggio.
L’immagine del teschio viene giustamente associata anche all’Amleto, il più noto tra i drammi di William Shakespeare. La scena del teschio, in cui Amleto medita sul cranio del buffone di corte Yorick si trova però nella parte finale del testo, e non è dunque da associare al notissimo passaggio Essere o non essere, che è invece nella parte centrale.

Un teschio, tanti simboli
Una scena del film "Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo"

Rispetto al dramma di Shakespeare probabilmente il grande pubblico conosce di più il film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, secondo film di maggior successo nel 2008 dopo “Il cavaliere oscuro”. Chiama in causa un oggetto, il teschio di cristallo, di cui esistono in circolazione numerosi esemplari realizzati tra l’Ottocento e il primo Novecento, spacciati per antichissimi reperti di provenienza centro-sudamericana ma in gran prevalenza dei falsi: nessuno di essi proviene infatti da scavi archeologici documentati.