Onoranze Funebri Torino Giubileo

Biblioteca

Torino
MAGIA

Torino e i suoi fantasmi

E' la parte più invisibile della popolazione torinese: quella dei fantasmi . Invisibili e, ammettiamolo, con buona probabilità inesistenti. Però, come si dice a Torino , "a l'é na stòria bela, a fa piasì contela": se la storia è bella fa piacere raccontarla.

Quelle dei fantasmi torinesi sono storie belle e tenebrose. Ce ne sono parecchie, e molte chiamano in causa figure di donne bellissime e talvolta sfortunate.

Per esempio non è certo lieta la vicenda di Elena Matilde Provana di Druent , il cui fantasma si racconta che ancora si aggiri per le sale di palazzo Barolo , in via delle Orfane 7.

Quello di Matilde era stato un matrimonio combinato dal padre di lei, che le aveva imposto per marito il cugino Gerolamo Falletti di Castagnole. Nato per imposizione, il matrimonio crebbe all'insegna dell'amore: tuttavia monsù Druent , il padre della sposa, non pagò la dote matrimoniale pattuita per la figlia. Forse quei soldi li aveva persi al gioco, forse voleva tenerli per sé: fatto sta che, pur di non sborsare la cifra, si riprese la figlia, rinchiudendola a palazzo.

Sulla facciata di barolo un angelo piange: indica la finestra da cui si lanciò la sventurata Matilde

Separata dai figli e dal marito la poveretta impazzì dal dolore e, il 24 febbraio 1701, si buttò da una finestra del primo piano. Non morì sul colpo: ci fu tempo per trasferirla sulla grande panda di pietra a sinistra dell'androne, dove spirò.

Nel 1743 l'architetto Benedetto Alfieri ristrutturò il palazzo su incarico di uno dei figli di Matilde. Le finestre del piano nobile sono ornate da teste d'angelo sorridenti. Solo una piange: quella sotto la finestra da cui Matilde compì il volo fatale.

Chi visita la GAM, Galleria d'Arte Moderna , potrà ammirare la statua della Velata , opera dello scultore romano Innocenzo Spinazzi . E' la statua funebre in memoria di Barbara Beloselkij , moglie dell'ambasciatore dell'imperatrice Caterina di Russia presso la corte sabauda.

Morì nel 1782, a soli 28 anni: fu sepolta nel cimitero di San Lazzaro , nella zona dell'attuale via della Rocca. Nel 1794 un tenente d'artiglieria raccontò di aver conosciuto una giovane signora dall'aspetto seducente. Si frequentarono in più occasioni, poi una sera lei domandò al militare di essere riaccompagnata a casa: i passi della coppia terminarono di fronte all'ingresso del cimitero di San Lazzaro. Lei mostrò dove fosse la sua tomba, e scomparve.

Sul Po, dalle parti del Valentino, si potrebbe avvistare la carrozza infernale di Madama Cristina

Le spoglie di Barbara furono poi traslate nel cimitero di San Pietro in Vincoli , presso Porta Palazzo (dove si racconta di sue apparizioni), e poi al Monumentale.

Di Maria Cristina di Borbone (1606-1663), soprannominata "Madama Cristina", si racconta che fosse una donna dissoluta. Si trasferì al castello del Valentino , all'epoca in costruzione, per aver più agio nell'incontrare i suoi amanti. Quando se ne stufava venivano fatti precipitare in un pozzo: i cadaveri erano poi scaricati in Po.

Gli amori scellerati della nobildonna erano noti anche tra la servitù, che decise di vendicare le vittime . Per qualche giorno non diedero da bere ai cavalli che ne trainavano la carrozza: quando Madama Cristina chiese di prepararla per andare in piazza Castello gli animali, annusando l'odore dell'acqua e pazzi per la sete, si precipitarono nel Po.

Madama Cristina, in realtà, morì nel suo letto. Ma c'è chi racconta che, nelle notti di temporale, un cocchio trainato da cavalli infernali si materializzi e corra a velocità folle sul Po, dalle parti del Valentino e del borgo medievale...