BIBLIOTECA

Come si affronta la paura di morire?

Le risposte in un manuale di auto-aiuto

Andrea Buzzi “Paura della morte” 2010, Sovera Multimedia, Roma (96 pagine, 9 euro)

Quella di morire è la paura per eccellenza. Perché è la sola collegata a un punto di non ritorno, a un evento che non offre una seconda possibilità. Questa paura può rovinare la vita, provocando depressione, ansia, attacchi di panico.
In che modo si può fronteggiare la paura della morte? Lo rivela un agile saggio dello psicologo e psicoterapeuta romano Andrea Buzzi.

L’autore parte da una constatazione: quella di morire è la più atavica tra le paure, tanto che si trova in tutte le epoche storiche e presso tutte le culture. Per esorcizzarla, occorre porsi la domanda fondamentale: che cos’è la morte?

 La paura della morte accomuna tutte le epoche e tutte le culture
La paura della morte accomuna tutte le epoche e tutte le culture

Buzzi esordisce domandandosi quale sia oggi il rapporto che gli esseri umani hanno con la morte. Nota come i progressi della medicina in particolare e della società in generale consentano di prolungare la vita e migliorarne la qualità. E invita a focalizzarsi su questo pensiero: l’unica maniera per togliersi di testa il timore della morte è concentrarsi sulla volontà di vivere una vita piena.

E’ un consiglio che sembra più facile a dirsi che a mettersi in pratica, e infatti occorrerà mettere in conto l’altalenare dell’umore, tra ottimismo e pessimismo. Ma è un approccio esistenziale che verrà d’aiuto nelle occasioni in cui, purtroppo, ci si dovrà confrontare con la perdita di una persona cara.

Per Buzzi vita è energia, amore, movimento, piacere. E’ un approccio che porta alla fiducia in se stessi, ad apprezzare il “qui e ora”.

Vivere una vita piena e significativa esorcizza la paura della morte
Vivere una vita piena e significativa esorcizza la paura della morte

L’autore chiude con considerazioni interessanti sui cicli della vita, e su possibili contatti con altre dimensioni. Accenna anche ai portatori di luce, incaricati di trasmettere messaggi dall’aldilà. Parole che offrono un senso di calore e protezione, e che mettono nella condizione di “sapere pur senza vedere”.