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L'enigma della tomba delle due mogli

Ha retto per più di un secolo l’ enigma della tomba delle due mogli del dottor Samuel Bean , che si trova nel cimitero del paese di Wellesley , nella provincia canadese dell’Ontario. A scioglierlo, nel 1970, fu una donna di ben 94 anni , che viveva in una casa di riposo nei pressi del cimitero.

Ma procediamo con ordine. Bean nacque nel 1842: nel febbraio 1865 sposò Henrietta Fury , che aveva conosciuto in Pennsylvania mentre lavorava come insegnante e studiava per diventare medico. Fu un matrimonio felice ma estremamente breve: la ragazza morì dopo sette mesi.

La lapide delle due mogli del dottor Bean (la copia)

Bean, che era appassionato di enigmi e crittografia , compose per consegnarla ai parenti una cartolina funebre davvero inconsueta: una specie di puzzle di lettere e numeri, da leggere a spirale partendo dal centro. Il messaggio, decifrato, era il seguente: “In memoria di Henrietta Fury, nata a Penn, sposatasi a Philadelphia con Samuel Bean, medico, e venuta con lui in Canada lasciando tutti i suoi amici. Morta a Linwood il 27 settembre 1865 dopo una malattia di 11 settimane, all'età di 2 3 anni 2 mesi e 17 giorni. Fu moglie modello, 1 su 1000. Molto rimpianta dall'affranto marito e chiunque la conoscesse. Visse una vita pia e devota per 5 anni e morì nella gioia del Signore. Pace alle sue ceneri”.

Trascorsero due anni e Bean si risposò con Susanna Clagg : la donna diede alla luce una bambina e morì otto giorni dopo, nel 1867.

Bean si trovò per due volte vedovo nel giro di pochi anni. Decise allora di realizzare una lapide comune per le due mogli, sepolte nel cimitero di Wellesley. Fece realizzare una stele di marmo alta quasi tre metri e, su di essa, fece incidere una griglia di 15x15 lettere e numeri . Sulla parte superiore, insieme ai nomi delle due donne, c’è anche la scritta “Gone home”, tornate a casa, con la figura di una mano che indica il cielo. In basso la scritta “Reader meet us in Heaven”, chi legge ci incontrerà in Paradiso. Oggi, accanto all’originale in marmo eroso dal tempo c’è una copia in granito , realizzata nel 1982 dalla Wellesley Historical Society (foto cortesia del sito PuzzleNation).

La linea gialla, partendo dal centro, indica l'ordine delle lettere e dei numeri sulla lapide

A un certo punto il dottor Bean abbandonò la professione medica per dedicarsi alla religione, diventando un pastore. Poi si risposò per la terza volta, con Anna Maria Wankmiller . Si spostò a più riprese, sistemandosi infine in Florida. Morì a 61 anni nel 1904, mentre era in vacanza a Cuba: la sua barca a vela fece naufragio e il corpo non fu più ritrovato.

Portò con sé la soluzione dell’enigma ? Forse l’aveva rivelata alla moglie, che tuttavia morì cinque mesi dopo e non la comunicò a nessuno.

A risolvere il mistero delle 225 lettere incise sulla lapide ci provarono in tanti. Nel 1942 il custode del cimitero affermò che, dopo numerosi tentativi andati a vuoto, ci era finalmente riuscito. Ma non diede ulteriori spiegazioni, e portò il suo segreto nella tomba.

Dovevano passare ancora trent’anni, fino a quando una vecchietta dall’occhio fino riuscì a trovare la soluzione: a differenza da Bean e dal custode del cimitero, tuttavia, la condivise con tutti.

Questo è il testo decifrato (e tradotto): “In memoria di Henrietta, prima moglie di S. Bean, medico, che morì il 27 Settembre del 1865, a 23 anni, 2 mesi e 17 giorni e Susanna, sua seconda moglie, che morì il 27 Aprile del 1867, a 26 anni, 10 mesi e 15 giorni. Le 2 migliori mogli che un uomo possa mai avere, furono dei doni di Dio ma ora sono in Paradiso. Possa Dio aiutarmi ad incontrale là”.

Qual è la chiave di lettura ? Partendo dal centro, le lettere e i numeri vanno letti in una sorta di spirale a zig-zag (forse analoga a quella che Bean usò sul biglietto funebre per la prima moglie). Scoperto il trucco, arrivare al testo è meccanico, quasi banale. Ma bisognava arrivarci.

Ancora una curiosità. Il punto di partenza è alla settima lettera della settima riga . Forse perché “seven” (sette) fa rima con “Heaven” (Paradiso)? Che fosse un suggerimento lasciato dal dottor Bean, quando scrisse “Chi legge ci incontrerà in Paradiso?”.