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L'elaborazione del lutto
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Lutto e bambini: 10 consigli per parlarne

In che modo spiegare a un bambino che una persona cara se n'è andata per sempre?

Innanzi tutto occorre premettere che la percezione del lutto varia a seconda delle età. Fino ai tre anni i bambini non colgono la differenza tra vita e morte, anche se percepiscono bene l'atmosfera di sofferenza che un lutto causa in famiglia. Fra i tre e sei anni si inizia a capire che cosa sia la morte, ma non se ne coglie il carattere definitivo. Tra i nove e dodici anni imparano che si può morire ma, quando sono coinvolti in un lutto, tendono a viverlo da soli per non sembrare "piccoli": per questa ragione hanno bisogno di attenzioni particolari.

La notizia di un lutto dev'essere data in modo graduale

Ecco allora dieci consigli per parlare di lutto con i bambini, senza traumatizzarli ma aiutandoli a prendere atto di una delle grandi realtà dell'esistenza.

La partecipazione al funerale aiuta il bambino a cogliere la dimensione del lutto
  1. Dirlo in modo graduale
    Non si può avvisare un bambino, in modo drastico, che il nonno è morto: è un dato di fatto. A seconda dei casi si potrà accennare alle "partenza per un lungo viaggio", oppure spiegare che ora si trova in Paradiso.
  2. Evitare di piangere in sua presenza
    I bambini vengono condizionati dall'ambiente che li circonda. Se è di dolore profondo soffriranno anche loro, e piangeranno magari senza a coglierne in pieno la ragione.
  3. Condividere la sofferenza
    La sofferenza, al tempo stesso, non va nascosta del tutto. Per esempio si può parlare della persona che non c'è più, per riconoscere quanto stia mancando a tutti.
  4. Il funerale
    Il funerale ha un aspetto rituale che può aiutare il bambino a cogliere la dimensione del lutto. Se si prevede che il clima sarà triste ma segnato dal contegno, anche i bambini potranno partecipare (diverso discorso se si prevedono scene di grande disperazione).
  5. La vita continua
    E' fondamentale che il bambino capisca che la vita continua, e che dunque ci potremo aspettare molti momenti felici. E' un concetto che si può trasmettere per esempio usando il paragone con la natura: in autunno gli alberi perdono le foglie, ma in primavera ne spuntano di nuove.
  6. L'importanza del ricordo
    Un aspetto da sottolineare è che se abbiamo perso la presenza fisica di una persona cara, ne se potrà per sempre conservare il ricordo. Parlare, guardare delle fotografie e poi raccontare a quali avvenimenti si riferiscono sarà certamente un aiuto per arrivare man mano all'accettazione della scomparsa.
  7. "Ammorbidire" la realtà
    Un bambino che ha perso per esempio un nonno può domandarsi se nello stesso modo repentino e imprevisto potrà andarsene anche uno dei sui genitori. Bisogna rassicurarlo: se rientra nella realtà della vita che un giorno la mamma e il papà non ci siano più, è altrettanto vero che prima che quel giorno arrivi trascorrerà ancora molto tempo.
  8. Non eludere la verità
    Se i bambini domandano bisogna rispondere, non cercare di sottrarsi. E' ovvio, la risposta dovrà essere adeguata all'età di chi la pone: ma una risposta ci deve essere. La tecnica del rinvio, di "ne parleremo quando sarai più grande" non è consigliabile.
  9. Bambini al cimitero?
    Portare o no i bambini al cimitero? La visita alla "casa dei defunti" ha numerose implicazioni e significati: è un modo per giustificare una assenza/presenza del defunto che, a seconda degli orientamenti della famiglia, si può spiegare che stia vivendo in un'altra dimensione, alla quale si associano in ogni caso l'affetto e la memoria di chi lo ha conosciuto.
  10. Elaborazione del lutto
    I passaggi fin qui elencati aiutano i bambini nell'elaborazione del lutto. Un cammino che, nel corso della loro esistenza, dovranno percorrere più volte. Un cammino che, in giovane età, è meno disagevole se affiancato da adulti capaci di comprendere e amare.
La visita al cimitero può giustificare la presenza/assenza del defunto