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Tradizioni funerarie italiane
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Pregare per i morti: che cos'è il suffragio

Nella fede cattolica le anime dei defunti morti in grazia di Dio non sono destinate immediatamente al Paradiso ma devono trascorrere un periodo più o meno lungo in Purgatorio .

Spiega il Catechismo della Chiesa cattolica , al n° 1031: "La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento".

Nella fede cattorica il Purgatorio prelude al Paradiso
Nella fede cattorica il Purgatorio prelude al Paradiso

Sempre il "Catechismo", tuttavia, segnala come il "soggiorno" in Purgatorio possa essere abbreviato grazie alle opere di suffragio in memoria dei defunti che, nella condizione in cui si trovano, non possono pregare per se stessi. Spiega il n° 1032: "Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla (…). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti".

Che cosa significa suffragio? Deriva dal latino e chiama in causa i frantumi di coccio (fragmen ) usati per dare il voto nell'antichità. Per questa ragione ancora oggi "suffragio" è sinonimo di "votazione". Ma col voto è come se si "raccomandasse" un proprio candidato: applicato al defunto il suffragio è perciò una "raccomandazione" affinché il periodo di Purgatorio sia più breve.

Questa spiegazione tenta ovviamente di rendere comprensibile ciò che in realtà è dogma di fede, e che eventualmente deve essere accettato come tale.

Le anime del Purgatorio possono essere aiutate con le preghiere di suffragio
Le anime del Purgatorio possono essere aiutate con le preghiere di suffragio

Tra le varie forme di suffragio, perché far celebrare le Messe in memoria del defunto? La prima risposta, com'è scritto nel "Catechismo", sta nel fatto che la Messa è la forma più alta di preghiera.

La tradizione, tuttavia, ci mette del suo e stabilisce delle date fisse a proposito delle messe di suffragio: in particolare suggerisce di farne celebrare dopo tre, sette e trenta giorni dalla morte, e poi a ogni anniversario annuale. Come ricorda il Direttorio su pietà popolare e liturgia (n° 255), "è il modo cristiano di ricordare e prolungare, nel Signore, la comunione con quanti hanno varcato la soglia della morte". 

Perché questa scansione temporale? La spiegazione va cercata nella Bibbia: Gesù è risorto dopo tre giorni; Giuseppe indisse un lutto di sette giorni per la morte del padre Giacobbe (Genesi 50, 10); Aronne e Mosè furono pianti dal popolo per trenta giorni (Numeri 20,30; Deuteronomio 34,8). La Messa annuale nell'anniversario della morte, invece, è per il cristiano il ricordo del dies natalis , il giorno della nascita al Cielo.

Sempre in tema di suffragio, è interessante ricordare le Messe gregoriane , cioè la celebrazione di una messa al giorno, per 30 giorni consecutivi. L'origine risale a san Gregorio Magno: nel IV libro dei "Dialoghi", a lui attribuito, si narra di un monaco morto senza riconciliazione con la Chiesa dopo aver commesso un grave peccato contro la povertà. Dopo trenta giorni durante i quali era stata celebrata per lui una Messa quotidiana di suffragio apparve ad un confratello annunciando la sua liberazione dalle pene del Purgatorio.

Le 'trenta messe gregoriane' furono istituite da San Gregorio Magno
Le "trenta messe gregoriane" furono istituite da San Gregorio Magno