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Esclusivo: Giubileo intervista l'"angelo delle tombe"

«I morti non vengono dimenticati, ma a volte le lapidi si consumano e sono ricoperte di terra. I parenti potrebbero non essere in grado di venire qui».

Lo afferma Kelly Mulvaney , che è stata soprannominata "l' angelo delle tombe ": abita a Rochester , nei pressi di Washington, e pratica una curiosa forma di volontariato. Pulisce infatti le lapidi abbandonate nel cimitero di Grand Mount : a oggi ne ha rimesse a nuovo oltre 720. E per quelle persone dimenticate è stato come nascere un'altra volta.

Kelly Mulvaney, l'"Angelo delle tombe"

Giubileo ha contattato Kelly Mulvaney, per un' intervista per la sua "Biblioteca".

L'abbandono delle tombe è una delle conseguenze dalla pandemia di Covid-19. Tutto è iniziato quando Kelly ha visitato il cimitero, in compagnia della nipote: «Ho notato con dispiacere che molte lapidi erano coperte di muschio e licheni: altre erano addirittura state ricoperte dal prato».

Di qui una decisione : armarsi di secchielli, palette, raschietti e altri attrezzi, per restituire dignità alle lapidi più compromesse.

«Sono persone – dice Kelly - Potrebbero non essere lì in questo momento, ma sono persone. Erano i genitori di qualcuno, i fratelli di qualcuno, i nonni di qualcuno, i figli di qualcuno. Io la vedo così, significano qualcosa per qualcuno da qualche parte».

La donna ha chiesto l'autorizzazione ai gestori del cimitero e poi si è messa al lavoro. E' particolarmente orgogliosa della pulizia delle tombe dei militari : «Certo non conoscevo Stanley Bryan Hamilton, che era morto nella guerra di Corea: ma era un padre e un marito amato - cita come esempio – Per fare tornare bianco il marmo della sua lapide ho impiegato tre settimane». Poi indica un'altra tomba: «Questo ragazzo si chiamava Evan David James. Era un caporale dei marines in Vietnam».

Kelly Mulvaney al lavoro su una lapide

Con una piccola vanga taglia le zolle intorno alle lapidi interrate, in modo da evitare che l'erba torni a ricoprirle, poi le pulisce. Anche le lapidi verticali vengono pulite, in modo da tornare leggibili: «Il momento più bello è quando, finito il lavoro di spazzola, verso dell'acqua sulla lapide e questa torna pulita e decorosa».

Più della metà delle tombe che ha ripulito appartengono a militari: «Onoro veramente gli uomini e le donne che hanno speso e perso le loro vite per la mia libertà. E mi sforzo di ricordarli».

L'esempio di Kelly ha fatto scuola: «Ora ho un paio di persone che mi aiutano, ma spero che più si uniranno a me in primavera».

Una tomba prima e dopo l'intervento di Kelly Mulvaney

L'"angelo delle tombe" offre il rendiconto della sua attività sulla pagina Facebook Rochester cemetery cleaning Angels .

Molti sono i ringraziamenti che le arrivano attraverso i social: «"I suoi genitori l'hanno cresciuta bene", avrebbero detto i miei genitori – scrive Lisa Harris – Mostra rispetto, amore e delicatezza. Ciò che fa lo fa per amore, senza aspettarsi niente in cambio, solo per la gioia di farlo. Dio la benedica».

Aggiunge Connie Thomas: «Che magnifico atto d'amore! Possa tu continuare a trovare conforto nella cura delle tombe di chi ci ha lasciati».

E Julia Peters: «Magnifica anima, ti sei presa il tempo e dimostri rispetto per qualcuno che forse non ha nessuno che preghi per lui, o i cui parenti sono lontani. Quando vado al cimitero per visitare i miei cari spesso pulisco le lapidi che ci sono intorno e pronuncio i loro nomi come se fossero lì. Penso che i cimiteri siano luoghi ricchi di pace».