Infermiere arabo recita
lo 'Shemà' per un ebreo

E' accaduto nell'ospedale HaEmek di Afula, in Galilea: un infermiere arabo-israeliano, Maher Ibrahim, ha confortato un ebreo ortodosso morente di Covid recitando per lui lo Shemà Israel, la preghiera ebraica più sentita. 

«Abbiamo visto che le condizioni del paziente stavano peggiorando rapidamente. Per questo abbiamo avvertito i parenti che il tempo oramai stringeva». I famigliari di Shlomo Galster erano però a Netanya, relativamente distante da Afula.

«Io e Shlomo avevamo fatto amicizia - spiega l'infermiere - Per interesse culturale ho studiato un po' l'ebraismo e so che quando l'anima esce dal corpo occorre che siano pronunciate le parole Shemà Israel».

Ed è ciò che ha fatto: «Non so tutta la preghiera ma quelle parole le ho pronunciate. L' ho poi raccontato alla figlia di Shlomo: quelle sono state le ultime parole che suo padre ha sentito».

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