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La marcia funebre, da chopin a fra martino

Un genere musicale molto particolare per accompagnare le esequie

Il corteo e la musica erano i due elementi fondamentali, nei funerali di una volta: soprattutto nei paesi.
Alle periferie degli abitati c’erano delle croci : segnavano i punti in cui i cortei si formavano, per dirigersi in chiesa prima e al cimitero poi.
L’accompagnamento musicale ritmava il passo: i musici attingevano a un repertorio molto specifico, quello della marcia funebre.

 La marcia funebre
La musica di marcia è antichissima: in origine servì a ritmare il passo dei soldati

La più celebre tra le marce funebri classiche è certo la Sonata n. 2 op. 35 in si bemolle minore che Fryderyk Chopin compose nel 1839. Il terzo movimento è il più famoso: sebbene composto per il pianoforte, nella trascrizione per banda è diventato la “marcia funebre” per antonomasia.

In musica, il repertorio delle marce è molto ampio: nasce in ambito militare, dove il ritmo deve segnare il passo dei soldati o la loro sfilata nelle parate. Ma ci sono anche marce sinfoniche, marce religiose, marce nuziali e, appunto marce funebri. A caratterizzare queste ultime sono il rimo molto lento, e quasi una “monotonia” che ispira mestizia e nostalgia.

Tutti i principali compositori classici si sono però cimentati con la marcia funebre: tra gli altri ricordiamo la Marcia funebre di Sigfrido, dalla tetralogia L’anello del Nibelungo di Richard Wagner , o la Marcia funebre in morte di Massimiliano I imperatore del Messico di Liszt . O, ancora, quelle dal Nabucco di Giuseppe Verdi, o nell’Eroica , cioè la Terza sinfonia di Ludwigh van Beethoven, con i rulli dei timpani e l’apocalittico suono delle trombe.

 La marcia funebre
In una marcia funebre di Mahler c'è.. nascosto "Fra Martino campanaro"

Una citazione doverosa merita anche il canto goliardico toscano E’ morto un bischero. Le parole sono… in libera uscita, ma la musica è certamente una marcia funebre, che non sfigurerebbe per un uso “serio” (come sembrerebbe accada in certi paesi del Sud, dove sarebbe suonata nell’accompagnamento della bara al camposanto).

Il “bischero” può essere un parente alla lontana (molto alla lontana, solo un lieve ricordo) della Marcia funebre alla maniera di Callot, che si trova nella Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Gustav Mahler. Un brano che, in realtà, nasconde in sé il tema di un altro pezzo, il popolarissimo Fra Martino campanaro . Allude al Funerale del cacciatore, una fiaba di fine Ottocento molto conosciuta nell’Impero Austroungarico, nella quale gli animali della foresta partecipano alle esequie di un cacciatore.

 La marcia funebre
La solennità dell'organo ben si addice alle marce funebri

Una marcia funebre particolarmente toccante, anche se usata fuori dal suo contesto proprio, è quella che viene suonata la sera del Martedì grasso, come chiusura dello Storico Carnevale d’Ivrea. La marcia funebre è intonata dai pifferi e dai tamburi (che, per l’occasione, sono “muti”, cioè senza “cordiera”, il dispositivo che ne aumenta la vibrazione). Al termine dell’esecuzione il Generale paga i musicanti, e poi li congeda con la frase in piemontese Arvedse a giòbia a ‘n bòt (arrivederci a giovedì all’una), che prefigura l’inizio del prossimo Carnevale.